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Santi Simone e Giuda

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Il 28 di ottobre la Chiesa commemora
la festa liturgica degli Apostoli


Simone e Giuda, i cui nomi sono accoppiati nel canone della messa, sono ricordati con un'unica festa.
Può darsi che il motivo fosse un loro comune apostolato in Mesopotamia e poi in Persia, dove sarebbero stati inviati per predicare il Vangelo dove compirono il loro martirio dopo aver convertito a Cristo una innumerevole moltitudine di quel popolo.
Comunque non si sa niente di storicamente certo, all'infuori di ciò che ci è narrato nel Vangelo sulla loro vocazione.

Simone, che i vangeli chiamano il Cananeo per distinguerlo da Simon Pietro, era nativo di Cana in Galilea, soprannominato lo "Zelota"(Lc 6, 15; forse perché aveva militato nel gruppo antiromano degli Zeloti, da Matteo e Marco è chiamato Cananeo (Mt 10, 4; Mc 3, 18).At 1, 13).
Secondo incerte notizie riferite dallo storico Eusebio, pare sia stato il successore di Giacomo sulla cattedra di Gerusalemme, negli anni della tragica distruzione della città santa. Predicò il vangelo in Egitto. L'apostolo avrebbe subìto il martirio durante l'impero di Traiano, nel 107, alla bella età di centovent'anni.

Giuda, "non l'Iscariota" occupa l'ultimo posto nell'elenco degli apostoli. Giuda è detto Taddeo (Mt 10, 3; Mc 3, 18) o Giuda di Giacomo (Lc 16, 16; At 1, 13). Col soprannome di Taddeo, e viene identificato con l'autore della lettera canonica che porta il suo nome. Nell'ultima cena rivolse a Gesù la domanda: "Signore come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?". Gesù gli rispose che l'autentica manifestazione di Dio è riservata a chi lo ama e osserva la sua parola (Gv 14, 22-24). Una lettera del Nuovo Testamento porta il suo nome. Operò gran bene con la sua parola ispirata. Aprì chiese e formò una comunità di fedeli, in Babilonia. In Persia subì gloriosamente il martirio suggellando l'insegnamento con la profusione del sangue.

A S. Pietro in Vaticano le reliquie di Simone e Giuda Taddeo sono venerate dal 27 ottobre 1605 all'altare centrale del transetto sinistro o tribuna dei Ss. Apostoli Simone e Giuda, che dal 1963 è stato dedicato a S. Giuseppe Patrono della Chiesa Universale.
I resti erano precedentemente posti ad un altare a loro dedicato nell'antica basilica, che fu trasformato in cappella da Paolo III.
Il capo di S. Simone si trova nel Museo del Duomo di Pienza.


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